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Sicuri in montagna: le regole del trekking

Il trekking può essere un’attività piacevolissima e molto stimolante oltre che l’occasione ideale per immergersi nella natura, scoprire luoghi sconosciuti e condividere del tempo libero con la famiglia o gli amici.

Che tu sia un neofita del trekking o un’esperta guida di montagna, saprai sicuramente che avere il giusto approccio al camminare percorrendo sentieri e itinerari nella natura significa rispettare le regole della montagna.

La montagna richiede buon senso, conoscenza dei propri limiti e del territorio in cui ci si avventura. Come puoi capire, molte di queste regole sono dettate dalla necessità di evitare i potenziali pericoli che tu e i tuoi compagni di escursione potreste incontrare lungo il percorso.

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Cosa fare prima di partire per la montagna

La regola aurea per goderti al meglio la tua giornata nella natura è basata sulla conoscenza del sentiero da affrontare e delle condizioni meteorologiche previste. In questa fase la parole d’ordine è prevenire.

  • La scelta del percorso

Nella scelta del percorso, la prima cosa che ti consiglio di considerare è la tua condizione fisica. Scegli un percorso con un grado difficoltà adeguato al tuo sforzo fisico, evitando di sopravvalutarti o comportarti “da Rambo”.

I gradi di difficoltà dei percorsi sono solitamente indicati sulle tabelle che introducono al sentiero e sulle mappe escursionistiche digitali e cartacee. Le carte dell’Istituto Geografico Militare (I.G.M.) sono considerate le più autorevoli in quanto estremamente dettagliate e costantemente aggiornate. Le sigle convenzionali riportate anche sulle mappe I.G.M. vanno dal percorso più semplice a quello più difficile:

  1. Percorso Turistico o T
    Itinerario relativamente semplice, che si snoda su stradine, mulattiere o larghi sentieri. Questi percorsi non richiedono uno specifico allenamento, sono di corta o media lunghezza e non presentano particolari difficoltà di orientamento.
    Generalmente comprendono escursioni adatte a famiglie con bambini, ma prima di intraprenderne uno è sempre bene consultare l’organo competente alla gestione del percorso, sia esso una Riserva Naturale, un Parco Nazionale o un semplice ufficio di informazioni turistiche.
  2. Percorso Escursionisti o E
    Itinerario su sentieri in aperta montagna come pascoli, altopiani, boschi e pietraie in cui il percorso è ben tracciato da segnali in vernice rossa e bianca, ometti o pietre impilate di forma piramidale. Questo grado di difficoltà prevede sentieri adatti a escursionisti con un minimo di preparazione atletica e attrezzatura quale scarpe da trekking, mappa e, all’occorrenza, racchette da neve e bacchette.
  3. Percorso Escursionisti Esperti o EE
    Questi percorsi sono composti da itinerari ben segnalati anche se mediamente difficili da percorrere perché costituiti da declivi potenzialmente scivolosi, ghiaia, lievi pendii innevati o passaggi rocciosi di facile rampicata. Per affrontare questi percorsi devi avere una discreta conoscenza degli ambienti alpini, una certa sicurezza di passo e non devi soffrire di vertigini.
  4. Escursionisti Esperti con Attrezzatura o EEA
    Sono percorsi composti esclusivamente da vie ferrate, richiedono l’uso di dispositivi di auto-assicurazione e sicurezza, nonché una preparazione dell’escursionista di tipo “alpina”.
  5. Escursionisti Esperti con Attrezzatura Invernale o EEI
    Per affrontare gli itinerari rispondenti a questo grado di difficoltà è richiesto l’uso di attrezzature specifiche quali ciaspole, bacchette o piccozze e ramponi da neve.

Qualsiasi sia il grado di difficoltà del percorso che scegli, un’altra regola della montagna importantissima è quella di non sottovalutare mai il percorso scelto, anche se si tratta del più facile di tutti.

Controllare sempre il meteo in montagna

Un’altra regola della montagna da osservare prima di partire all’avventura è quella di consultare le previsioni meteo. Il bollettino meteorologico va controllato la mattina stessa dell’escursione, in modo da avere dati freschi e maggiormente attendibili.

Le condizioni meteorologiche in montagna cambiano rapidamente e sulla maggior parte delle catene montuose il pomeriggio è il momento delle giornata in cui più spesso possono verificarsi rovesci di carattere temporalesco o fitti banchi di nebbia.

Nel caso in cui il bollettino meteorologico indichi chiaramente la possibilità di forti piogge, evita di avventurarti o preparati adeguatamente ricordandoti di inserire k-way, poncho impermeabile e vestiti di ricambio nello zaino.

Come puoi facilmente immaginare la pioggia rende i sentieri più scivolosi aumentandone il grado di difficoltà ed esponendoti a maggiori pericoli.

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Una classica “Ciaspolata”

Come scegliere le scarpe da trekking

Le scarpe che indossi sono la cosa più importante per affrontare al meglio un’escursione in montagna. La scarpa da trekking deve adattarsi al meglio al tuo piede ed essere abbinata ad un calzino comodo e traspirante.

Le vesciche da montagna sono uno dei maggiori fastidi verso cui un escursionista, occasionale o esperto che sia, può incappare, e possono determinare la buona o la cattiva riuscita di una gita.

Per questo è solitamente preferibile scegliere scarpe da trekking con suola in Vibram, un materiale particolarmente flessibile e confortevole. Ti consiglio comunque di evitare di uscire per un’escursione con un paio di scarpe nuove senza averle preventivamente indossate e “allargate” per qualche giorno. Questo tipo di scarpe tecniche da montagna si riconoscono facilmente per la dicitura “Vibram” scritta in giallo sul bordo o sulla parte inferiore della suola.

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Scarpe da trekking con suola in Vibram

Scegliere lo zaino da montagna

Per scegliere lo zaino giusto devi tenere conto della lunghezza del percorso che andrai ad affrontare e della capienza, espressa in litri, della borsa che andrai ad utilizzare. Tendenzialmente la grandezza dello zaino dipende dalla durata dell’escursione.

Per escursioni di un giorno è sufficiente avere uno zaino da 35 litri, mentre per percorsi di più giorni è necessario dotarsi di uno zaino che va dai 40 ai 50 litri.

Durante la scelta, ti consiglio di indossare i diversi modelli di zaino per capire come aderiscono al tuo corpo. Esistono in commercio numerose tipologie di zaini, compresi quelli da trekking per donne, con una cinghia di sicurezza frontale più alta rispetto al modello maschile, per consentire un allaccio più confortevole a ridosso del seno.

Ricorda inoltre che ogni modello di zaino può avere capienze diverse, nonostante la misura in litri sia identica.

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Come evitare i pericoli della montagna

Sia nella preparazione all’uscita montana che durante l’escursione la parola d’ordine è la stessa: prevenzione. Come il tuo buon senso può suggerirti, per evitare i pericoli bisogna prima conoscerli. Le regole della montagna dividono i pericoli in soggettivi e oggettivi.

I pericoli soggettivi dipendono dalla tua situazione psicofisica e sono causati da un approccio sbagliato al trekking e alla montagna. Derivano sovente da una forma fisica non idonea al percorso, da una mancanza di tecnica o di esperienza, da un’alimentazione errata, dalla disattenzione o da un equipaggiamento inadeguato.

I pericoli oggettivi dipendono invece esclusivamente da fenomeni naturali e il modo migliore per evitarli è sapere cosa fare in caso di pericolo. Per questo motivo penso sia utile elencarne qualcuno:

  • Il maltempo

Come specificato all’inizio dell’articolo, il controllo del meteo è di primaria importanza quando si organizza un’escursione di trekking outdoor. 

In montagna i cambiamenti climatici possono essere repentini ed imprevedibili. I fenomeni meteorologici più temibili in cui puoi imbatterti sono fulmini, nebbia, pioggia e grandine, ed è per questo fondamentale sapere come comportarsi in montagna durante un temporale.

Cercando su internet ho trovato questo utile quanto semplice video illustrativo, di cui ti consiglio la visione, che ripercorre le nozioni fondamentali da tenere a mente nel caso di temporali e fulmini in montagna.

  • La caduta di pietre

Le cadute di pietre si verificano nelle ore più calde della giornata in quanto le rocce, sgretolate durante la notte dal ghiaccio delle gelate notturne, disgelano rotolando a valle. La caduta di un masso può essere provocata anche da  altri fattori quali pioggia, vento, passaggio di animali o di altri escursionisti.

  • Pericolo valanghe

La valanga è una massa nevosa che precipita lungo le dorsali della montagna. Questo fenomeno si verifica per cause meccaniche dovute all’inclinazione dei pendii, alle temperature, al vento e al mutamento di forma della neve.

Il metamorfismo è il processo di trasformazione della neve appena caduta necessario per la stabilità del manto nevoso. Più le temperature sono basse, più il processo di trasformazione è lento e maggiore è il pericolo di valanghe.

  • Punture di insetti o morsi di serpenti

Un altro pericolo oggettivo a cui fare attenzione durante la tua uscita in montagna è la possibilità di imbattersi in rettili o insetti velenosi. La prima precauzione che puoi prendere è indossare pantaloni lunghi o calzettoni molto lunghi, per limitare i centimetri di pelle scoperta potenzialmente attaccabile.

Tra gli animali a cui fare attenzione in montagna ci sono vespe e calabroni, pericolosi per tutti e soprattutto per persone specificatamente allergiche o sensibili alle loro punture. Sia in caso di puntura di insetto che di morso di vipera, è di vitale importanza avere nello zaino un kit di pronto intervento contro i morsi e le punture.

Credo sia importante a questo punto soffermarmi un attimo per chiarire alcuni concetti relativi a cosa fare in caso di morso di vipera. Innanzitutto mantenere la calma: l’effettiva pericolosità immediata del veleno prodotto dalla vipera colpisce solo alcune categorie di persone quali anziani o bambini. E’ importante però trattare la ferita repentinamente per evitare complicazioni.

E’ bene ricordare che il veleno di questo animale si diffonde tramite la circolazione sanguigna. Agitarsi e correre in cerca di soccorsi, aumentando così il battito cardiaco, non fa altro che accelerarne il processo di diffusione delle sue tossine. Per questo è quindi più intelligente fermarsi, medicare opportunamente la ferita con prodotti specifici e attendere l’arrivo dei soccorsi.

Siero antivipera e altri farmaci emocitotossici sono senz’altro molto efficaci, ma bisogna sapere come utilizzarli onde evitare di peggiorare la situazione. In alternativa è possibile utilizzare stimolatori elettronici contro morsi e punture, un nuovo dispositivo di semplice ed immediato utilizzo, compatto e molto utile in questo tipo di situazioni.

I sintomi del veleno di vipera variano da persona a persona, ma puoi distinguere il morso di vipera dagli altri perché presenta due fori distanti dai 6 agli 8 millimetri l’uno dall’altro.

morso di vipera

Vipera Aspis – da Wikipedia

Il Kit di pronto soccorso dell’escursionista

In conclusione, penso sia utile elencare i presidi medici da mettere nella tua cassetta di pronto soccorso da escursione. Oltre ai prodotti di cui è composto il classico kit di pronto soccorso, in ogni zaino da trekking non dovrebbe mai mancare un astuccio contenente ago e filo, cerotti antivesciche e per comuni escoriazioni, un fischietto per segnalare la propria presenza ai soccorritori in caso di necessità, accendino o fiammiferi con accensione antivento e collirio.

Nel caso di escursione con cane sarebbe opportuno portare con sé dell’acqua ossigenata da somministrare all’animale (20 ml di soluzione per un cane di 10 chili) in caso di avvelenamento per far si che rigetti quanto ingerito.

Altri oggetti utili da portare in montagna sono sicuramente cappello e guanti in pile o lana (anche in estate), occhiali da sole (soprattutto durante ciaspolate o escursioni su neve), sali minerali e una generosa scorta d’acqua.

morso di serpente

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