sport da fare in spiaggia

Vacanze al mare: i miti da sfatare

Finalmente anche quest’anno sembra essere tornato il vero e proprio clima estivo (ma non diciamolo troppo forte o potremmo rompere l’incantesimo!), con caldo, solleone e cielo blu a far compagnia alle tue giornate. Fortunato se passi questo tempo in vacanza, magari proprio al mare.

Per la gran parte degli italiani la parola “estate” è ancora sinonimo di “spiaggia” con il consueto ed annuale esodo verso le località di mare italiane. La spiaggia, con i suoi usi e costumi, rappresenta un vero e proprio specchio della nostra società, una società si in perpetuo mutamento ma al tempo stesso caratterizzata da stereotipi tramandati di generazione in generazione.

E’ il caso ad esempio del luogo comune secondo cui sarebbe assolutamente vietato fare il bagno dopo mangiato, oppure di cosa fare in caso di puntura di riccio o medusa, di come abbronzarsi più velocemente o ancora di cosa mangiare in spiaggia per stare leggeri.

A queste domande, e a molte altre, cercherò di dare una risposta in questo articolo, nel tentativo di sfatare i più comuni… miti da spiaggia.

Fare il bagno dopo mangiato fa male?

cosa fare in spiaggia

E’ una delle leggende più diffuse, da sempre spauracchio di bambini e adolescenti sotto l’ombrellone.

L’idea che un bagno dopo mangiato possa provocare una congestione non è del tutto infondata. Lo sbalzo termico prodotto da un ingresso in acqua troppo repentino potrebbe effettivamente causare un blocco dell’attività digestiva, qualora questa sia ancora in atto.

Ciò che invece non è chiaro è la questione temporale: quanto bisogna aspettare prima di fare il bagno dopo aver mangiato?

Come sempre dipende.

Frutta e verdura cruda necessitano dai trenta ai quaranta minuti per passare dallo stomaco all’intestino, mentre per quelle cotte è necessario aspettare un po’ di più. Carboidrati, come pane, pasta ma anche patate, possono essere smaltiti nel giro di un’ora, così come latte scremato e formaggi freschi (per quelli stagionati invece possono volercene anche quattro o cinque). Allo stesso modo ricette a base di pesce vengono facilmente digerite in un’ora, mentre per una tagliata di manzo ne occorrono almeno tre, fino a cinque per una di maiale.

Dunque a seconda di quel che hai mangiato dovrai aspettare un po’ prima di entrare in acqua, ma se desideri solo rinfrescarti puoi concederti senza paura una passeggiata con i piedi nell’acqua. A questo proposito non dimenticare il cappello! Il caldo del sole potrebbe avere lo stesso effetto nefasto sulla digestione in atto!

L’ideale, come sempre, è non esagerare e se sei alla ricerca di consigli in merito a quali cibi mangiare in spiaggia continua a leggere questo articolo: ne parlerò tra poco! 😉

Cosa fare per le punture di medusa

sintomi puntura di medusa

Accade molto meno frequentemente di quanto potremmo pensare, ma questo fastidiosissimo inconveniente può rovinare completamente una vacanza.

Il dolore prodotto dalla puntura di medusa è causato da cellule urticanti e neurotossiche sprigionate attraverso i tentacoli dell’animale. Come sempre in questi casi, la cosa migliore da fare dopo aver allontanato l’animale è restare tranquilli: correre e dimenarsi non fa che stimolare nel nostro corpo la produzione di adrenalina con conseguente aumento del battito cardiaco, condizioni che agevolano la diffusione del veleno nel sangue e di conseguenza la sua pericolosità.

I sintomi della puntura di medusa vanno dal prurito al bruciore più o meno intenso, a seconda dei casi, ma possono tradursi anche in reazioni allergiche o shock anafilattici nei soggetti predisposti.

Una volta punti quindi è bene uscire dall’acqua con calma, magari facendosi aiutare da qualcuno in caso di necessità, e lavare via i tentacoli rimasti attaccati e la ferita esclusivamente con acqua salata. Quella dolce infatti non fa che aumentare i sintomi prodotti dal veleno, aggravando la condizione della ferita.

Pulita e medicata l'”ustione”, è possibile alleviare il dolore e il gonfiore con molteplici impacchi di ghiaccio durante la giornata della durata di venti minuti ciascuno.

L’escoriazione, o ustione, prodotta dalla puntura di medusa può continuare a prudere fino ad una settimana, ma se il sintomo dovesse persistere ulteriormente sarà bene farsi visitare da un medico. Antistaminici e farmaci a base di cortisone sono assolutamente sconsigliati, salvo su specifica prescrizione medica.

Sempre in merito alla puntura di medusa esiste un altro mito più o meno vero, quello secondo cui per ridurre i fastidiosi sintomi del veleno basterebbe trattare la ferita con ammoniaca molto diluita. Col tempo questa ipotesi si è naturalmente tradotta in una diceria popolare secondo cui l’urina prodotta dal nostro corpo sarebbe idealmente utile a questo scopo.

In realtà la soluzione a base di ammoniaca, per essere efficace, dovrebbe raggiungere una temperatura compresa tra i 40° e i 50° e rispettare precise percentuali di diluizione, ragion per cui questa pratica è stata smentita e sconsigliata in numerosi articoli. Nonostante ciò in molti continuano ancora a suggerirla per esperienza diretta, quindi cosa dire: se te la senti di provare…

Fare il bagno durante il ciclo mestruale fa male?

bagno congestione

Il periodo mestruale può influenzare molto la scelta di donne che desiderano trascorrere uno o più giorni al mare o in piscina con gli amici. Naturalmente si tratta di una situazione più “scomoda” del solito ma per gestirla con tranquillità ed efficacia basta osservare qualche piccola regola.

I comuni assorbenti esterni sono naturalmente da escludere, a meno che tu non voglia restare parzialmente vestita e all’asciutto, ma questo non significa che devi rinunciare ad una rinfrescante nuotata o ad una partita di beach volley in compagnia.

Esistono da moltissimi anni i tamponi interni, sicuri e facili da usare, che sono un’ottima soluzione e ti permettono di trascorrere normalmente (e in costume) il tuo tempo in spiaggia. Oltre ciò in commercio sono arrivate da qualche anno le nuove coppette mestruali in silicone che sono in grado di donarti tutta la sicurezza e il comfort di cui necessiti in questa particolare occasione, con un occhio sempre gradito al rispetto dell’ambiente.

Nel caso degli assorbenti interni sarà naturalmente bene portarne con te una piccola scorta, ricordandoti di cambiarlo ogni 4/8 ore (dipende dall’intensità del ciclo). L’affidabilità della coppetta mestruale è maggiore, non devi portarne alcuna di ricambio, visto che si svuota come un bicchierino e la sua capacità è maggiore, può durare infatti fino a 12 ore. L’inserimento di una coppetta – a differenza di un più comune tampone – richiede un po’ di pratica, quindi evita di utilizzarla direttamente in spiaggia o in piscina senza averla mai provata prima.

Ricorda che durante l’immersione in acqua, per via della pressione generata dalla stessa, le perdite mestruali possono interrompersi o comunque ridursi drasticamente, ma questo avviene senza alcuna conseguenza: è solo un fenomeno naturale dovuto alla pressione. Quindi non aver paura e goditi pure nuotate, immersioni e gare di tuffi.

Il mare fa bene a tutti

malattie mare

Anche questa è una mezza verità. Com’è noto, la concentrazione di iodio e di altri principi attivi è maggiore nell’aria marina e questo giova sicuramente a bambini o ad adulti con problemi di riniti allergiche, osteoporosi, artrite, allergie della pelle, psoriasi e rachitismo.

Sembra inoltre che la spiaggia sia un luogo particolarmente indicato per chi soffre di depressione e ansia, in quanto il tipico colore verde – blu del mare e l’atmosfera unica che questo è in grado di generare stimola la produzione di serotonina e dopamina, antidepressivi naturali prodotti dal nostro organismo.

Allo stesso modo però spiaggia e località di mare sono controindicate per chi soffre di ipertiroidismo, problemi di cuore, malattie cardiovascolari, diabete giovanile scompensato e asma, proprio a causa dell’alta percentuale di iodio di cui sopra e del clima eccessivamente afoso e umido.

L’abbronzatura fa sembrare più belli

come non scottarsi

Il desiderio di acquisire sin da subito un bel colorito dorato per non sfigurare agli occhi dei nostri amici e vicini di ombrellone ha prodotto col tempo una serie di strampalate teorie e consigli fai-da-te relativi a come abbronzarsi velocemente.

Pensare per esempio che utilizzando creme solari, specie quelle ad alto fattore di protezione, non ci si abbronzi non solo è sbagliato, ma anche pericoloso. Questo tipo di creme non fa che filtrare i raggi del sole considerati dannosi per la nostra pelle, proteggendo l’epidermide e lasciando passare appunto solo quelli “benigni”, cioè utili all’abbronzatura.

Allo stesso modo credere di non aver bisogno della crema solare se non ci si espone al sole, restando cioè al riparo sotto l’ombrellone, è un’altra sciocca convinzione: i raggi UV, dannosi per la nostra pelle, sono riflessi dalla sabbia e passano senza problemi attraverso le maglie dei comuni ombrelloni da spiaggia. Per questo motivo è necessario cospargersi di crema anche se si decide di restare all’ombra.

E’ bene ricordare, in quanto in molti sembrano ancora crederlo, che non esiste in commercio crema o prodotto in grado di proteggere al 100% dai raggi solari, esistono solo creme e oli con fattori di protezione differenti.

Infine è bene tenere a mente che:

  • E’ indispensabile continuare a mettere la crema solare, magari a bassa protezione, anche quando si è fuori dal pericolo scottature. I raggi solari sono dannosi per la pelle, indipendentemente se essa è abbronzata oppure no.
  • E’ necessario usare la crema anche, e soprattutto, prima di tuffarsi in mare o in piscina. L’acqua infatti riflette i raggi solari, potenziandone l’effetto. Le creme solari sono studiate appositamente per non “sciogliersi” a contatto con l’acqua.
  • Il sole di per sé non è dannoso, anzi. L’esposizione ai raggi solari stimola la produzione di Vitamina D, una proprietà indispensabile per il nostro organismo. E’ solo bene non esagerare e prendere le dovute precauzioni per evitare di scottarsi.

Cosa mangiare in spiaggia

Vorrei infine lasciarti con una serie di consigli relativi alle ricette da spiaggia e ai cibi che favoriscono l’abbronzatura.

Per un colorito perfetto è necessario consumare alimenti con un forte apporto di Beta-Carotene. Non pensare però solamente alle carote: alimenti ricchi di questa proprietà sono in generale tutti quelli a polpa o buccia arancione/gialla, come peperoni, meloni, zucche, papaya, albicocche, pesche, patate e peperoncino.

Per quanto riguarda il pranzo in spiaggia invece buona norma sarebbe quella di mantenersi leggeri ed evitare cibi ricchi di grassi, zuccheri e caffeina, causa di disidratazione e difficile digestione. In caso contrario, se proprio non riesci a rinunciare alla classicissima teglia di pasta al forno della zia o al caffè pomeridiano cerca perlomeno di limitarne le porzioni.

Una pizzetta o un buon gelato dopo il bagno invece non hanno mai fatto male a nessuno e – per quanto mi riguarda – rappresentano ancora oggi il momento più piacevole della giornata in spiaggia.

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