controllare la glicemia

Prevenzione e il controllo del diabete: oggi basta un’App

Il diabete è una problematica che coinvolge interamente la tua quotidianità o quella delle persone che ti vivono accanto. Dalle terapie prescritte dal medico ad una dieta intelligente, dall’automonitoraggio fino al piacere di condurre una vita fisicamente attiva, molti sono i metodi per diminuire i rischi del diabete.

In questo articolo vogliamo approfondire con te alcune buone abitudini relative ai controlli e alle terapie per diminuire i rischi legati al diabete. Queste buone pratiche riguardano i controlli che puoi fare direttamente a casa tua e la conduzione di uno stile di vita sano, terapia essenziale per tenere sotto controllo il tuo diabete.

L’automonitoraggio domestico riduce i rischi del diabete

Il diabete è una malattia che va necessariamente gestita, per evitare che possa complicarsi e colpire gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni e i nervi periferici. Come gestirla? La prima buona abitudine da assumere necessita solo di carta e penna e di un minimo impegno quotidiano: tenere un diario.

1. Tenere un diario per monitorare i rischi del diabete

app per controllare il diabete

Non ti stiamo suggerendo di tornare sui banchi di scuola ma semplicemente di annotare quotidianamente i parametri necessari a tenere sotto controllo il tuo diabete.

Questi parametri ti daranno la possibilità di tenere sotto controllo da solo la patologia, e quindi poterla gestire, oltreché permettere al tuo medico di essere scrupolosamente informato sulle tue condizioni di salute, dandogli la possibilità di seguirti al meglio.

I parametri da annotare sul diario sono:

  • glicemia
  • glicosuria
  • chetoni nelle urine
  • il tuo menu quotidiano (diario alimentare)

E’ consigliabile anche appuntarsi l’esercizio fisico svolto e il tipo di dieta seguito. Nel caso siate un po’ allergici a carta e penna, ci sono molte applicazioni per smartphone e personal computer che memorizzano direttamente i parametri rilevati dal glucometro che utilizzate e li incrociano tra di loro. In caso di glucometri digitali, queste funzioni sono spesso integrate.

Molte App sono in inglese, ma sono gratuite e questo ti permette di provarle anche tutte per poi scegliere quella che ti soddisfa di più.

Ecco un elenco delle App gratuite per controllare la glicemia usando il tuo smartphone:

  • My Sugar Companion ti permette di tenere sotto controllo la glicemia con dei giochi divertenti a punti. Più punti accumuli seguendo un comportamento giusto, più trofei accumuli.
  • Diabete Assistente (per Apple e iOs) è una App che ti permette di gestire un diario quotidiano e segnare i valori di glicemia. Realizza per te grafici e statistiche da mostrare al tuo medico di famiglia.
  • Simile a Diabete Assistente, ma per Android, c’è Diario Glucosio che ti permette di tenere sotto controllo i tuoi valori degli zuccheri nel sangue nel tempo.
  • On Track Diabetes (solo Android) ti pemette di impostare, oltre allo storico dei tuoi valori, anche degli avvisi che ti ricordano quando prendere dei farmaci. Puoi inserire anche parametri relativi a peso e dieta quotidiana.
  • Glucose Buddy è la versione Android che ti permette di salvare i tuoi valori di insulina. È in inglese e ha anche una versione per iOs

 2. Rilevare la glicemia

controlla la glicemia nel sangue

La riduzione dei rischi del diabete prevede il mantenimento della tua glicemia, la concentrazione di zuccheri nel sangue, all’interno di un determinato intervallo prestabilito, superato il quale si va in iperglicemia. Il controllo della glicemia si effettua sul sangue venoso, anche se oggi ci sono apparecchi capaci di monitorarla anche sul sangue capillare, come specifica Wikipedia:

La determinazione della glicemia si effettua sul sangue venoso, ma negli ultimi anni sono stati sviluppati apparecchi portatili (cosiddetti glucometri) che eseguono il controllo, in pochi secondi, su una goccia di sangue capillare prelevato dal polpastrello tramite la puntura di una lancetta pungidito: questo permette ai diabetici un migliore controllo della patologia con una minore insorgenza di complicanze.

L’automonitoraggio della glicemia è alla base della rilevazione dello stato diabetico ed è necessario rilevare i picchi glicemici durante l’arco della giornata per risalire alle cause che li scatenano. La rilevazione della glicemia va effettuata in specifici momenti della giornata: se il tuo medico ti ha raccomandato l’autocontrollo, questo deve essere attuato da 1 a 4 volte al giorno. Inoltre deve essere eseguito in vari momenti della giornata:

  • prima del pasto;
  • 2 ore dopo il pasto;
  • la sera;
  • prima della somministrazione insulinica;
  • ogni volta che si ha la sensazione di avere un picco glicemico.

3. Rilevare la glicosuria per ridurre i rischi del diabete

La glicosuria indica la presenza di zuccheri nelle urine, tra cui il glucosio, galattosio, fruttosio, lattosio e i pentosi. Questo parametro viene spesso richiesto insieme all’esame a digiuno della glicemia ma non va considerato tra gli esami diagnostici per il diabete. Automonitorare questo indice è importante per capire come il tuo livello glicemico fa lavorare i reni.

I reni hanno funzione di filtro per il tuo organismo e tendono ad espellere, attraverso l’urina, le sostanze eccedenti, assolvendo il loro compito di “depuratori”. Nel caso del glucosio, il rene assolve anche una funzione di “riciclo” o recupero: riassorbe il glucosio, sostanza importantissima per il nostro organismo, reimmettendolo nel sangue. Nel caso in cui la concentrazione di glucosio dovesse superare un livello chiamato “soglia renale di riassorbimento”, il rene non riassorbirebbe più tutta la quantità di glucosio filtrata, espellendone una parte attraverso le urine.

Il monitoraggio constante della presenza di zuccheri nelle urine è molto importante per ridurre i rischi del diabete perché ti avverte se la glicemia ha avuto picchi insostenibili per le tue funzioni renali.

L’automonitoraggio della presenza di zuccheri nelle urine è molto semplice: basta immergere un’apposita striscia (acquistabile qui) nel tuo campione di urina e confrontare il colore assunto dallo stick con la tabella di colori che trovi in ogni confezione. E’ consigliabile eseguire il test su urina fresca, evitando quindi quella mattutina.

Rilevare la presenza di chetoni per ridurre i rischi del diabete

test per la glicemia

Un altro indice molto importante per la riduzione dei rischi del diabete deriva dall’automonitoraggio della presenza di corpi chetonici all’interno delle tue urine. Lo squilibrio di questi parametri può causare una chetoacidosi diabetica dovuta alla mancanza di insulina nel sangue, come spiegato da diabete.com:

La chetoacidosi è dovuta alla mancanza assoluta dell’ormone insulina. Alla sua comparsa concorrono tre condizioni concomitanti: l’iperglicemia (elevati valori di glucosio nel sangue), la chetonemia (accumulo di corpi chetonici nel sangue), la chetonuria (accumulo di corpi chetonici nelle urine) e l’acidosi metabolica accompagnate da disidratazione. Rappresenta spesso la manifestazione d’esordio del diabete di tipo 1.

La chetoacidosi o accumulo di corpi chetonici indica che il nostro organismo non ha il giusto apporto di insulina. Per questo motivo questo parametro, a differenza degli altri due, è importante soprattutto per chi è affetto da diabete di tipo I o insulino-dipendente.

La presenza di chetoni nelle urine puoi rilevarla allo stesso modo della glicosuria: immergi le striscette nell’urina, confrontandone il colore assunto con la scala di colori presente nella confezione.

Come ridurre il rischio del diabete: esercizio fisico o attività fisica?

Tra le terapie non farmacologiche per ridurre il rischio del diabete, c’è la croce e delizia di molti di noi: l’esercizio fisico. Qui la definizione non è utilizzata a caso e ogni prescrizione medica adeguata dovrebbe esortarvi a fare un esercizio fisico costante e non della semplice attività fisica.

La differenza è sostanziale: l’attività fisica si riferisce a qualsiasi movimento che determini un aumento della spesa energetica rispetto a quando sei a riposo (fare le scale, portare a spasso il cane, spostarsi in bicicletta); l’esercizio fisico invece include tutte quelle attività che richiedono un movimento del tuo corpo eseguito con finalità ben precise ed effettuato rispettando criteri di durata, intensità e frequenza (sollevare pesi, fare spinning, jogging, camminare a ritmo veloce e costante per alcuni chilometri, etc).

Per te che vuoi prevenire o limitare i rischi derivanti dal diabete l’esercizio fisico è fondamentale. La maggior parte dei medici lo prescrive, o dovrebbe prescriverlo, come se fosse una delle tante terapie farmacologiche e farlo rispettare con lo stesso rigore. Immaginiamo che tu non ne sottovaluti l’importanza e ne apprezzi il suo carattere ludico, oltre a vederlo come una sano momento di socializzazione.

Una dieta intelligente per ridurre i rischi del diabete

cibo leggero

Dulcis in fundo? Forse si, forse no, non è detta l’ultima parola.

Per prevenire il rischio del diabete bisogna certamente osservare una dieta povera di zuccheri ma questo non significa rinunciarvi. Agisci con intelligenza, tenendo conto delle tue condizioni di salute e del tuo peso corporeo, del tuo indice glicemico e… di quanto esercizio fisico fai, oltre che delle prescrizioni mediche.

Nella tua personale scelta degli alimenti considera il loro apporto calorico, la ripartizione delle calorie tra i cibi assunti durante la giornata e la possibilità di variare tra un tipo di alimento e un suo equivalente. Le variazioni tra alimenti eviteranno di farti mangiare sempre le stesse cose, rischiando di rendere noioso e, a lungo andare insostenibile, il tuo regime alimentare. I carboidrati non sono assolutamente banditi.

Ci sono comunque dei consigli generici validi per tutti e utili a ridurre i rischi del diabete:

  • Ridurre il consumo di zuccheri semplici
  • Ridurre il consumo di grassi saturi
  • Consumare fibre
  • Fare sempre colazione
  • Fare pasti completi di tutti gli alimenti sia a pranzo che a cena: carboidrati + proteine + verdura +frutta
  • Evitare il digiuno prolungato
  • Suddividere la quota totale di carboidrati complessi assunti nei 3 pasti principali: pane, pasta, riso, fette biscottate
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